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VUOI UN
ADDOME PIATTO? NON FARE UN ALLENAMENTO PIATTO!
Il corpo
umano é composto da tanti
muscoli che lavorano sempre in sinergia tra loro, contraendosi da una
parte e rilassandosi da un'altra. Se pieghiamo ad esempio il braccio
per flettere il bicipite, ciò é possibile
poiché
contemporaneamente all'accorciamento del bicipite il muscolo opposto,
il tricipite, si allunga. Idem su tutto il corpo. Ora se noi
focalizziamo tutti i nostri sforzi ed i nostri allenamenti solo sui
retti addominali, otterremo l'azione opposta. Il corpo per bilanciare
l'eccessiva contrazione dei retti addominali che rischierebbe di farci
camminare curvi, attiva dei meccanismi di decontrazione in modo tale
che il busto rimanga dritto. Quindi in un certo senso più
sviluppiamo i retti addominali più l'addome sará
sporgente! Bella fregatura direte voi. Esatto bella fregatura e
provocata con le nostre mani.
Qualche decennio fa quando il mondo del fitness non esisteva,
nelle poche palestre che c'erano non si diceva "allenare gli
addominali" ma si usava una espressione meno tecnica ma molto
appropriata: "allenare i muscoli della cintura".
I muscoli della cintura non sono altro che tutti i muscoli
che vi
avvolgono, appunto come una cintura, da davanti a dietro. Essi
comprendono tanto per citare i nomi, i retti addominali, gli obliqui,
il traverso, i lombari.
Se alleniamo insieme tutti questi muscoli otterremo
finalmente un
addome piatto e se vorremo vedere poi i famosi cubetti, non
basterá far altro che una dieta appropriata e un po' di
aerobica.
Vediamo ora nel pratico cosa
fare.
Lasciate perdere le decine di crunches, crunches inversi,
crunches con la gamba accavallata, crunches alla palla svizzera,
sollevamenti delle gambe. Questi esercizi lavorano sempre e solo i
retti addominali, dovete fare altri esercizi, L'allenamento
dovrá essere vario e comprendere un esercizio per ognuno dei
muscoli della cintura.
Retti addominali/Obliqui: eseguite i sit ups con torsione con
le
gambe piegate. Non appena inizia la salita del busto, tramite le
braccia che saranno poste dietro la testa, incominciate a ruotare il
busto per arrivare a toccare alternativamente con un gomito in mezzo
alle gambe. Eseguite due serie da 20 ripetizioni ognuna. Quando sarete
in grado di eseguirne un numero maggiore tenete dietro la nuca un disco
da 2 kg o più.Obliqui: eseguite i side bend o flessioni
laterali con
manubrio.
In piedi impugnate un manubrio e flettete il busto dallo stesso lato
del manubrio senza piegarvi né dietro ne avanti. Curate la
respirazione: inspirate quando vi abbassate ed espirate con forza
quando salite. Durante la salita se l'espirazione é fatta
correttamente avvertirete distintamente contrarsi e appiattirsi la
parete addominale. Il peso del manubrio dovrá consentirvi di
eseguire 15 ripetizioni. Non appena riuscite a superarle passate ad un
manubrio di peso maggiore.
Traverso: questo muscolo largo e piatto contiene tutti gli
organi
interni. Rinforzarlo non solo conferisce piattezza all'addome ma
migliora la digestione e le funzioni intestinali nonché
l'attivitá cardiaca. Dopo aver saputo della sua importanza,
lo
volete forse tralasciare? Allenatelo con il vacuum, un esercizio
derivato dallo yoga. In piedi o seduti espirate completamente l'aria
dai polmoni poi, a bocca chiusa mimate una profonda inspirazione.
Avvertirete un effetto di sotto vuoto (vacuum vuol dire appunto sotto
vuoto) che vi fará rientrare l'addome all'altezza dello
stomaco
e la gola all'altezza della fossetta del giugulo. Tenete questa
posizione 5 secondi, inspirate profondamente a bocca aperta e ripetete
la procedura per dieci volte. Con la pratica arrivate a tenere lo stato
di sottovuoto fino a dieci secondi.
Lombari: sollevamenti del busto o iperestensioni da eseguire
all'apposita panca. Anche qui come nei side bend durante la risalita
espirate con forza e avvertirete l'appiattimento dell'addome. Quando
sarete in grado di compiere agevolmente venti ripetizioni, abbracciate
al petto un disco da 2 kg o più.
- Sit ups con torsione alternata - 2 x
20
- Side bend con manubrio - 2
x 15
- Vacuum - 10 volte
- Iperestensioni - 2 x 20
In tutto sono quattro esercizi che non vi prenderanno più
tempo
dei soliti crunches nelle varie versioni, ma vi renderanno i muscoli
della cintura forti e compatti e potrete finalmente dire: Marsupio? No
grazie!
sommario
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IL
PERCHE' DELLA CRESCITA MUSCOLARE
Perché i muscoli si ingrossano? Invece di dare
un'altra
delle giá numerose spiegazioni scientifiche legate a
miofibrille, sarcomeri, fibre di tipo IIb, che a torto ma purtroppo
annoiano la maggior parte delle persone, proverò a spiegare
questo importante aspetto usando un sistema semplice e immediato:
l'esperienza visiva e la logica deduttiva.
Se diamo uno sguardo ai vari sport, sicuramente possiamo
individuare diverse discipline che contribuiscono ad uno sviluppo
muscolare, certo non da body building, ma che in qualche modo lo
può ricordare per forma e volume. Solo per citarne alcuni,
la
ginnastica artistica, il sollevamento pesi, il salto con l'asta, la
lotta. Sicuramente non troviamo la tipologia muscolare che ci interessa
in altri sport come le corse lunghe, il ciclismo o il nuoto.
Possiamo dedurre quindi che sports con sforzo intenso ed
esplosivo portano ad un buon sviluppo muscolare, mentre sports con
sforzo protratto di resistenza non sviluppano grandi masse muscolari.
Questa prima deduzione ci dice una prima veritá: per
sviluppare
grossi muscoli occorre un determinato tipo di sforzo.
Continuiamo la nostra esperienza visiva deduttiva e ci
spostiamo
dal mondo dello sport a quello del lavoro. Esaminiamo alcuni lavori
pesanti con sforzo intenso ed esplosivo e vedremo fisici grossi e
muscolosi accanto a fisici magri e nervosi. Cosa é successo?
Perché nel mondo del lavoro lo sforzo potenzialmente adatto
per
sviluppare grossi muscoli non dá a tutti mediamente gli
stessi
risultati?
Questo fenomeno, apparentemente banale costituisce un'altra
importante veritá.
Nel mondo dello sport c'é una selezione di
soggetti che
inizia dalle prime competizioni cittadine fino ad arrivare alle
olimpiadi. Quando vediamo un atleta alle olimpiadi dobbiamo sapere che
quella non é una persona qualunque con tanta forza di
volontá: é una persona tra poche decine al mondo
in
quella specialitá, una persona che tra poche decine al mondo
racchiude tutte le caratteristiche psico-fisiche necessarie per
eccellere in quel determinato sport. Queste caratteristiche fanno di
lui un soggetto geneticamente superdotato, che unitamente ad un
allenamento e ad una dieta ritagliata espressamente per il fine
sportivo che si prefigge, lo rendono un campione. Alle olimpiadi sono
tutti dei campioni, tutti soggetti geneticamente superdotati e che
quindi reagiscono pur con diverse "sfumature" nella stessa grandiosa
maniera.
Diverso scenario nel mondo del lavoro, dove per destino o
necessitá chiunque può finire a svolgere senza
alcuna
selezione un lavoro molto pesante, con stile di vita stressante e dieta
approssimativa. E qui i soggetti geneticamente diversi e
perlopiù non superdotati reagiranno in maniera diversa:
qualcuno
più favorito reagirá con un adeguato sviluppo
muscolare,
qualcuno altro sfavorito ne uscirá usurato.
Cosa abbiamo capito fin qui? Che lo sviluppo muscolare
dipende da
due fattori: tipo di sforzo applicato e genetica. Lo stesso sforzo
idoneo per indurre sviluppo muscolare porterá risultati,
eccellenti, soddisfacenti, mediocri o scarsi a seconda che diventi da
idoneo a eccessivo a usurante in relazione alla genetica del soggetto
ricevente.
Ecco quindi che l'allenamento, che rappresenta lo sforzo,
deve
essere calibrato su misura, insieme alla dieta e allo stile di vita,
alle possibilitá del soggetto, pena il mancato sviluppo
muscolare. Ripensate sempre a questa semplice spiegazione pratica
quando vorrete allenarvi copiando la scheda di tizio o seguendo la
stessa dieta di caio. Sarebbe bello anche, parafrasando i tribunali,
scrivere in tutte le palestre: lo sforzo é uguale per tutti
ma
non tutti sono uguali per lo sforzo.
sommario
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SARA'
NATURAL?
Sarà natural o è dopato? Questa domanda
spesso
riempie le colonne dei numerosi forum di body building. Non solo,
questa diatriba occupa spesso le discussioni dei praticanti fuori e
dentro le palestre, insomma è un argomento sentito.
Purtroppo la
risposta non è così semplice e non rende
possibile
dividere in due fronti contrapposti i natural e i dopati. Se avete
letto il mio articolo "cos'è il body building" su questo
sito,
avrete già in mano una mezza risposta: qualsiasi stato
fisico
eccellente, dove si armonizzano in "meraviglioso equilibrio" volumi
muscolari e definizione è già di per
sé una
condizione "innatural".
Ma ovviamente la domanda e la curiosità dei
praticanti si
riferisce al doping, cioè al fatto se certi sviluppi
muscolari
siano ottenibili senza steroidi anabolizzanti e affini.
Cominciamo allora col dire che il termine "natural", coniato
in
origine per diffondere uno sviluppo muscolare più normale,
è completamente frainteso. Nelle gare natural,
paradossalmente
sembra non esserci il test antidoping obbligatorio e i parametri usati
per limitare lo sviluppo muscolare (tipo altezza/peso) in
realtà
eliminano solamente certo doping a favore di altro. Se non ci sono
limiti allo sviluppo in una determinata categoria, il doping
verrà usato sia per ricercare la massima
muscolosità che
la massima definizione. Se invece ci sono dei limiti, il doping si
orienterà su sostanze in grado di favorire la
voluminizzazione a
parità di peso e la definizione. In ogni caso qualsiasi
sviluppo
che coniuga ai massimi livelli estetici massa muscolare e definizione,
attinge al doping.
Duro ammetterlo, ma è
così. Non siete
convinti? Vi
fornisco un altro elemento: lo sviluppo delle braccia. L'estetica
culturistica vuole braccia enormi, enormi rispetto alla naturale
proporzione che esiste tra gli arti e il busto. Diventando grossi e
forti in maniera naturale, la proporzione anatomica non cambia
granchè, aumenta il peso corporeo e la massa muscolare del
busto
e degli arti nel complesso.
Infine, per complicare ancora di più il giudizio,
ci sono
ragazzi con fisici mediocri, che per farsi venire gli addominali a
cubetti o il bicipite un po' più rotondo, assumono efedrina
o
fanno dei "cicletti di steroidi". Mostrano così una forma
fisica
discreta che potrebbe veramente essere natural, ma che in
realtà
è frutto del doping!
E allora qual è la conclusione, sarà
natural?
Sarà dopato? Sarà che spesso c'è molto
più
doping di quello che si può immaginare…
sommario
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DELTOIDI,
come farli lavorare VERAMENTE
Un gruppo muscolare molto importante per un aspetto complessivamente
massiccio sono certamente i deltoidi, ma purtroppo pochi gruppi
muscolari, sono così difficili da sviluppare. Forse solo i
polpacci e gli avambracci presentano analoghe difficoltá,
per cui la prima risposta potrebbe essere: é una questione
di genetica. Questo in parte é sicuramente vero soprattutto
per i deltoidi o meglio per quello che c'é sotto il
deltoide: un soggetto A con una buona distanza acromiale mostra
certamente un aspetto delle spalle migliore rispetto a quello di un
soggetto B con spalle strette; e il soggetto B non può
pretendere di sviluppare diversi centimetri di capo laterale del
deltoide per arrivare ad avere le spalle larghe come quelle di A.
La condizione genetica di avere le spalle strette va accettata tanto
quanto quella di essere alti o bassi, ma questo non deve impedire la
possibilitá di allenare proficuamente i deltoidi nel
migliore modo possibile.
Anatomicamente i deltoidi sono costituiti da tre capi: frontale,
laterale e posteriore che si originano rispettivamente dalla clavicola,
dall'acromion della scapola e dalla spina ancora della scapola. Tutti e
tre i capi convergono in unico tendine che si inserisce sull'omero. La
funzione dei tre capi frontale, laterale e posteriore é
quella di spostare rispettivamente il braccio in avanti, lateralmente e
dietro, ma non da soli: in ognuno di questi movimenti i capi dei
deltoidi sono sempre assistiti da altri muscoli. In altre parole non
é possibile isolarne completamente l'azione
poiché lavorano sempre in sinergia con il pettorale, il
trapezio, il dorsale e il grande rotondo. In fisica un tipo di leva
come quella della spalla é detta svantaggiosa in quanto la
potenza (muscolo deltoide) é posta vicina al fulcro
(articolazione) e lontana dalla resistenza (braccio con eventuale
peso). Si aggiunge quindi un ulteriore problema tecnico logistico: non
si può usare un grosso peso e se usato essendo eccessivo per
il deltoide viene immediatamente bypassato sugli altri muscoli
sinergici, primo fra tutti il trapezio.
Nonostante il lento avanti nelle sue versioni, in piedi, seduto, con
bilanciere e manubri sia uno degli esercizi ritenuto fondamentale per
le spalle, ritengo che a) da un punto di vista bio-meccanico sia un
esercizio di seconda scelta e b) viene comunemente eseguito in maniera
sbagliata.
a) Se analizziamo l'esercizio, vediamo che il bilanciere dalle
clavicole (posizione di partenza) viene sollevato sopra la testa fino
alla completa distensione delle braccia (posizione di arrivo). Durante
la traiettoria intervengono i deltoidi, i pettorali, il trapezio, il
grande rotondo ed i tricipiti. Ma i nostri deltoidi lavorano in maniera
concentrica solo fino a quando le braccia sono parallele al suolo e
perpendicolari al busto; oltre questa posizione i deltoidi si
contraggono ancora un pochettino ma in un range ridottissimo e poi
rimangono fissati isometricamente mentre il resto della distensione
viene svolta in maniera concentrica dal trapezio e dai tricipiti.
Pertanto per ogni ripetizione di lento avanti avremo solo circa mezzo
movimento concentrico che produce ipetrofia sul deltoide.
b) L'esecuzione comunemente eseguita di questo esercizio, sia per la
sua discendenza dal powerlifting, sia per la tendenza delle palestre
commerciali a convogliare sul multy power, prevede che il bilanciere
partendo dalla base del collo percorra una traiettoria verticale sopra
la testa e perpendicolare al suolo. Questo si ottiene spingendo la
testa all'indietro e portando il busto, tramite l'inarcamento della
bassa schiena, esattamente sotto il bilanciere. In questo modo il
bilanciere può percorrere una traiettoria verticale e priva
di ostacoli e che consente grazie anche al minimo dissipamento di forze
stabilizzatrici, alzate consistenti.
Tale esecuzione però sposta completamente il sovraccarico
dai muscoli target (i deltoidi) ad altri muscoli (pettorali e
tricipiti) con scarico negativo sulla bassa schiena. Seduti poi su una
panca inclinata di 70°-90° l'esercizio diventa
sostanzialmente una duplicazione della panca inclinata!
Invece il busto va mantenuto perfettamente eretto con la curva
lordotica della colonna vertebrale appiattita mediante retroversione
del bacino. Il capo deve rimanere diritto e non iperesteso, con lo
sguardo diritto davanti a sé. Con questo assetto impugniamo
il bilanciere all'altezza delle clavicole e alziamolo sopra la
testa...ops!? Dimenticavo di dirvi, attenti al mento!!!!! Il bilanciere
col nuovo assetto e la testa dritta, non potrá
più percorrere una traiettoria verticale e vi
sbatterá sul mento! Ed é questa la chiave
dell'esercizio o perlomeno il modo di renderlo più
produttivo per i deltoidi. Il bilanciere dovrá alzarsi sopra
la testa compiendo una traiettoria simile ad una parabola. La
correzione all'esecuzione classica del lento avanti, non é
comunque sufficiente a interessare in pieno i deltoidi.
Il lento Scott, risulterebbe essere una scelta migliore. L'esercizio
adotta alcuni stratagemmi: innanzitutto si usano i manubri in modo da
avere la massima escursione articolare, poi partendo con i manubri
davanti al petto si fanno ruotare di lato e poi spingendo dietro i
gomiti si distendono le braccia, ma non completamente per minimizzare
l'intervento del tricipite. In questo modo il deltoide viene lavorato
totalmente in un range di movimento più ampio. Bisogna
però fissare bene le spalle, evitare che con la stanchezza
si alzino e producano una specie di scrollata. Le spalle devono
rimanere basse e incassate. Bisogna abituarsi a sentire "fissato" il
trapezio e "mobile" il deltoide.
Pensate ad un pugile che con le spalle ferme slancia
continuamente in avanti e di lato le braccia. Questa trucco di fissare
il trapezio evitando la scrollata va applicato al massimo alle alzate
laterali, che rimangono, da un punto di vista anatomico-funzionale il
migliore esercizio per i deltoidi.
Perciò tornate in palestra ed eseguite correttamente gli
esercizi per le spalle, poi ascoltate cosa hanno da dire i vostri
deltoidi: potrebbero urlarvi che finalmente hanno lavorato.
sommario
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TUT
ovvero il tempo sotto tensione
Un argomento principe nel mondo del
BB è sicuramente la scelta della strategia di allenamento
legata allo schema serie/ripetizioni. Si parte dai modelli 3x8 o 2x12,
ai piramidali ascendenti o discendenti, ai 5x5, allo 20 ripetizioni
rest pause, eccetera eccetera.
Si discute della relazione tra numero di serie e numero di ripetizioni,
si discute del numero di ripetizioni legato alla tipologia delle fibre
muscolari coinvolte, delle ripetizioni in relazione al carico, eccetera
eccetera eccetera.Nessuno però discute su cosa si intende
per ripetizione:
certo tutti sanno che la ripetizione è il singolo movimento
di un dato esercizio, che ha una fase positiva e una negativa, che
può essere esplosiva o lenta e controllata, ma niente di
più.
Purtroppo questa è una grossissima lacuna, poiché
non conoscere il meccanismo della ripetizione equivale a voler
costruire una casa senza sapere che tipo di mattone si usa.
Generalmente si ragiona in questi termini: basse ripetizioni associate
a grossi carichi e alta intensità, alte ripetizioni con
carico e intensità inferiore ma con volume di serie
maggiore.
Il povero praticante stila
schede su
schede e alla fine non
sa però quale dei due sistemi usare, dal momento che li
considera completamente diversi, uno per la forza, uno per la
definizione, uno per le fibre bianche, uno per le fibre
rosse…….
In realtà tutti potrebbero essere uguali, nel senso che
ugualmente potrebbero non generare una grande intensità, e
di conseguenza grande crescita muscolare.
L'intensità non sta solo nel carico sollevato, ma sta
soprattutto nella sua massima applicazione per una dato periodo di
tempo, ovviamente breve poiché parliamo di
attività anaerobica, ma breve non vuol dire brevissimo o
inesistente!
Analizziamo una serie media da 8 ripetizioni eseguita ad una cadenza
media di 2'' nella fase positiva ed 1'' nella fase negativa. (Tale
cadenza sarebbe il minimo auspicabile ma spesso nelle palestre si
assiste a cadenze che ricordano la catapulta!). Ora con tale cadenza il
muscolo sarà sotto tensione per un totale di 24''. Ma se
consideriamo che la serie diventa veramente dura solo verso la 4-5
ripetizione, riduciamo il tempo totale a 12''. Se poi consideriamo che
nella maggior parte degli esercizi eseguiti con pesi liberi circa un
terzo del movimento è inerziale con punto morto, riduciamo
il tempo totale a 8''.
Solamente 8'' di vera tensione!
Se cambiamo il range di ripetizioni abbassando ulteriormente il numero
a 4-5 ripetizioni eseguite con cadenza esplosiva, avremo un tempo
totale sotto tensione che si aggira sui 3-4''!
Okay direte voi, ma si usano carichi elevati ad alta
intensità e si va a colpire le fibre bianche. E allora? Meno
male che si usano carichi elevati, altrimenti i 3-4'' di tensione oltre
ad essere pochi sarebbero anche a bassa intensità!! Per
quanto riguarda le fibre poi c'è da domandarsi una cosa: e
se il vostro corpo fosse costituito in prevalenza da fibre rosse?
Una cosa fondamentale da capire è che: una cosa è
l'adattamento necessario a sollevare pesi sempre più grossi
e una cosa è l'adattamento necessario a sviluppare muscoli
sempre più grossi che poi solleveranno eventualmente anche
pesi più grossi.
Se così non fosse i powerlifters sarebbero in pochi anni
tutti nella categoria pesi massimi. Invece il powerlifter nasce in una
data categoria di peso e normalmente vi rimane per tutta la sua vita
agonistica pur migliorando costantemente i suoi records di forza.
Analizziamo ora una tecnica dei pionieri del bb, attualmente riportata
in voga soprattutto da Stuart Mc Robert: lo squat a 20 ripetizioni.
Ormai tutti sanno come si esegue: si sceglie un carico che porti
all'esaurimento muscolare circa alla decima ripetizione e si continua
respiro dopo respiro, pausa dopo pausa sempre col bilanciere sui
trapezi fino alla ventesima dannata ultima ripetizione. Tale sistema
consente, dicono, guadagni di massa straordinari, innalzamento del
testosterone endogeno incredibile, aumento della forza eccezionale. Al
di là di tutti questi effetti, purtroppo fino ad oggi non
supportati da nessun dato scientifico, viene comunque testimoniata dai
praticanti una reale efficacia.
Bene vi posso dire che al di là delle altre cause
sconosciute, l'efficacia di quella conosciuta risiede sicuramente nel
TUT o tempo sotto tensione. Con questa tecnica i muscoli interessati
sono sottoposti ad uno sforzo ad alta intensità per un tempo
incredibilmente più lungo di quello di una normale serie.
Questo è un fatto!!!
Provate ad eseguire la solita vostra scheda, che mi auguro di pochi
esercizi multiarticolari e una manciata di esercizi di isolamento,
utilizzando due sole serie. Nella prima serie pensate di dover fare
circa 15 ripetizioni utilizzando la vostra solita cadenza. Se
cronometrate il tempo impiegato a terminare questa prima serie dovreste
ottenere un tempo sotto tensione di circa 45-60''. Riposate da 1 a 3
minuti quindi eseguite la seconda serie effettuando le ripetizioni
necessarie a coprire ancora i 45-60''.
L'effetto di distruzione muscolare che proverete sarà
estremo!!!!
Sentirete i vostri muscoli pervasi da una sensazione profonda di
sfinimento, svuotamento e al tempo stesso pompaggio. Tale sensazione
non sparirà dopo la doccia e l'indolenzimento o DOMS vi
accompagnerà per qualche giorno. Addirittura potreste non
avere recuperato pienamente per il consueto successivo allenamento.
Tutto questo è avvenuto semplicemente perché
avete sottoposto i vostri muscoli ad uno sforzo intenso per un tempo
sufficientemente lungo ad esaurire tutte le vostre fibre
. Certo eseguire molte serie per le classiche ripetizioni, allunga il
TUT ma lo allunga in maniera diluita e richiedendo molto più
tempo totale per finire la seduta d'allenamento. Inoltre dopo molte
serie le fibre muscolari diventano incapaci di contrarsi per accumulo
di prodotti di rifiuto (acido lattico, ammoniaca, ecc) più
che per vero esaurimento dei fosfati.
Però attenzione, il TUT non va solo allungato
indiscriminatamente, né va confuso con il sistema superslow
di Hutchin o con il sistema ad altissime ripetizioni (50-100) del dr.
Ken Leisester. Infatti anche se apparentemente questi due sistemi
utilizzano un TUT elevato, ritengo che un conto sia utilizzare un TUT
sufficiente ad esaurire le fibre muscolari ed un conto è
utilizzare un TUT che oltre alle fibre muscolari esaurisce pesantemente
anche il sistema nervoso e la capacità di recupero in
generale.
Alla fine va ricordato che la priorità nell'allenamento con
i pesi non è solo quella di generare altissime
intensità o distruzioni muscolari incredibili per poi
stallare in superallenamento. E' fondamentale saper dosare gli stimoli
stressanti per effettuare quanti più allenamenti produttivi
sia possibile. In altre parole non serve a niente fare due-tre
allenamenti "ammazza-cristiani" per poi doverne fare 4-5 di scarico per
recuperare uno stato di esaurimento generale e ritornare al punto da
dove si era partiti.
Un TUT corretto è quello che esaurisce pesantemente le fibre
muscolari ma dà la possibilità alle stesse nel
giro di 48-72 ore di aver completamente supercompensato. Basterebbero
cioè da una a massimo tre serie, per le ripetizioni
necessarie a coprire un TUT da un minimo di 45'' ad un massimo di 90''
per esaurire completamente le fibre muscolari. Il range da minimo a
massimo è determinato dalla percentuale di fibre bianche o
rosse che avete: più fibre rosse = TUT più lungo.
sommario
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UN
ARTO PER VOLTA: L'ALLENAMENTO
DEGLI AGENTI SEGRETI
Quante volte avete ammirato le gesta di 007, l'agente segreto per
antonomasia? Quello che affascina nell'agente segreto è il
repentino cambio di situazione del quale è capace: classe e
rilassatezza, velocità e potenza, il tutto dallo smoking
alla muta da sub, dal mitra allo champagne, dal letto di una bionda
mozzafiato alla carlinga di un aereo in decollo.
Ma un conto è la finzione cinematografica, un conto sono gli
agenti segreti.
Da quando è caduto il muro di Berlino una serie di
personaggi illustri, tra i quali funzionari dell'intelligence, militari
di carriera, allenatori sportivi, eccetera si sono dichiarati disposti
a diffondere tecniche e segreti che una volta, in clima di guerra
fredda erano tenuti gelosamente nascosti e al servizio del proprio
governo. Uno di questi segreti è rappresentato da una
particolare tecnica di allenamento usata dagli agenti segreti per
ottenere forza e potenza, senza doversi trasformare in enormi montagne
di muscoli.
La forza infatti per chi ancora non lo sa, o non lo ha capito (Stuart
& Company!!!) non è solo connessa alla sezione
trasversa del muscolo. Essa invece è maggiormente connessa
all'attivazione neurologica (sinapsi) e allla capacità di
cordinazione nel reclutamento delle unità motorie.
Si era scoperto che allenando contemporaneamente gli arti insieme, come
normalmente si fa per correre, saltare, sollevare i pesi o quant'altro,
l'adattamento neuro muscolare era molto più lento e
complessivamente più lungo e faticoso che non eseguire gli
stessi movimenti eseguendo un arto per volta. Eseguendo qualsiasi
movimento con un solo arto l'organismo riceve un messaggio di disagio e
"attiva" una risposta ormonale e neurologica maggiore. Pensate ad
esempio alle persone cui manca un organo doppio tipo il rene; l'altro
da solo assume dimensioni e capacità pari a quelle dei due
organi messi insieme. Oppure ad una persona alla quale manca un
braccio: questa anche se era destra ed è rimasta col braccio
sinistro sarà in grado di riorganizzare funzionalmente tutti
i sui schemi motori e neurologici. Nel nostro caso specifico questo
può comportare una migliore attivazione dei recettori
muscolari, una contrazione più profonda e una conseguente
maggiore forza. Potete verificarlo da voi stessi in maniera
semplicissima. Sollevate con le braccia un bilanciere caricato in modo
che possiate eseguire con grande fatica non più di quattro
ripetizioni. Ora riposatevi due minuti e prendete un manubrio di peso
pari alla metà esatta del bilanciere sollevato ed eseguite
lo stesso movimento: se prima avete compiuto a malapena 4 ripetizioni
ora ne farete tranquillamente 6. Questo vuol dire che il vostro braccio
da solo è in grado di sviluppare una forza superiore alla
metà delle due braccia messe insieme!!
Un altro esempio: ipotizzando un soggetto non allenato con una bassa
percentuale di grasso, costui dovrebbe essere in grado di eseguire
appeso ad una sbarra per trazioni, almeno 4 ripetizioni complete.
Allenandosi con impegno potrebbe riuscire a raggiungere le 10-12
ripetizioni, in un lasso di tempo variabile dal mese all'anno. A quel
punto, comunque ogni ripetizione in più
comporterà un impegno in termini di allenamento
assolutamente sproporzionato rispetto al risultato.
Ecco allora il sistema un arto per volta. Ma come direte voi, se faccio
già fatica a sollevarmi quattro volte con due braccia,
figuriamoci con un braccio solo!!!!
Infatti lo scopo non è di sollevarsi con un arto solo
più volte di quante se ne possano fare con le due braccia,
ma di migliorare la prestazione complessiva attraverso questo tipo di
allenamento.
Lo stesso discorso vale per le gambe. Piegatevi sulle ginocchia
arrivando a toccare il sedere con i polpacci. Probabilmente farete
fatica più che altro per rimanere in equilibrio,
poiché riuscirete senz'altro a piegarvi e sollevarvi molte
volte. Ora lasciando un gamba rilassata fate in modo di piegarvi
sull'altra gamba, lasciando che quella rilassata scivoli dritta davanti
a voi. Siete già caduti? Probabilmente si!
L'esercizio oltre all'aumentato impegno muscolare mostra una
difficoltà notevole causata dall'equilibrio. Con un po' di
pratica riuscirete ad eseguire il movimento completo senza cadere.
Questo esercizio mostra ai già citati recettori muscolari,
come l'organismo compensi questa situazione aumentando la percezione
dell'equilibrio e attivando molti muscoli inutilizzati chiamati
stabilizzatori. Più recettori, più fibre
muscolari , più equilibrio, più muscoli in gioco,
fanno una squadra di forze, una sinergia che fa onore al detto:
l'unione fa la forza. Però non basta. Tutto quanto detto
finora sarebbe inutile se applicato con la tipica metodologia
culturistica di allenamento che vuole lo sforzo portato al cedimento.
Questa metodologia può andare bene, a patto di
periodizzarla, solo per il body building, ma è da evitare
come la peste quando si vogliono ottenere prestazioni in qualsiasi
attività sportiva. Adesso dopo la teoria, vediamo di passare
alla pratica, enunciando alcuni principi relativi all'allenamento degli
agenti segreti.
Caratteristiche
Movimenti eseguiti con un solo arto
Durata
L'ideale protocollo di
esecuzione prevede che lo stesso esercizio vada ripetuto più
volte durante la giornata
Intensità
Lo sforzo non deve essere mai ad esaurimento
Esecuzione
Movimenti sempre e solo veloci ed esplosivi. Il movimento cessa
immediatamente quando diminuisce la velocità di esecuzione
Esercizi
1)
Squat su una sola gamba
2) Push
ups su un solo braccio
3)Trazioni
alla sbarra con un solo braccio
Precauzioni
Non avere problemi vertebrali,
articolari, tendinei, ecc e possedere un discreto stato di fitness
generale e specifico
Esercizio 1)
Squat ad una
gamba
- Warm-up squat a due gambe con peso corporeo
=>1x25 ripetizioni
- Squat gamba dx =>10x4-5 ripetizioni
- Squat gamba sx =>10x4-5 ripetizioni
- Salti a rana a due gambe =>5-6
ripetizioni
N.B. all'inizio potreste necessitare di appoggi ai quali sostenervi per
guidare il movimento o in caso di bisogno; eseguite perciò
l'esercizio tra due sedie o due panche. Non dovete per forza fare dieci
serie, l'obbietivo finale è quello di farle tutte, ma solo
se in maniera esplosiva e veloce. Pertanto quando il sollevamento
incomincia a rallentare, smettete! La pausa tra le serie è
di circa 2 minuti.
Esercizio 2)
Push ups su
un solo
braccio
- Warm-up a due braccia =>1x12 ripetizioni
- Push up braccio dx =>10x2-3 ripetizioni
- Push up braccio sx =>10x2-3 ripetizioni
- Push up a salto due braccia => 4-5
ripetizioni
N.B. dovete posizionarvi a terra proni con le gambe molto divaricate e
con la mano che spinge quasi sotto la spalla. Nel sollevamento il busto
subirà una inevitabile torsione per mantenere l'equilibrio
in modo che alla fine del movimento il busto non sarà
più a 90° col braccio ma a 180°. La
prestazione migliorerà man mano che la torsione
diminuirà e sarà quasi assente l'inarcamento
della schiena. Per serie, esecuzione, tempo di riposo vedi quanto detto
per lo squat.
Esercizio 3)
Trazioni alla
sbarra con un solo braccio
- Warm-up a due braccia =>1x6 ripetizioni
- Trazione braccio dx =>10x1-2 ripetizioni
- Trazione braccio sx =>10x1-2 ripetizioni
- Trazioni a due braccia presa larga =>
6-8
ripetizioni
N.B. sicuramente all'inizio e per molto tempo, non riuscirete a fare
una trazione completa con un solo braccio. A differenza dei precedenti
esercizi, dove porzioni ingenti del vostro peso corporeo sono al di
sotto della leva di forza, qui l'intero peso del corpo grava sul vostro
braccio! Pertanto dovrete adottare una tecnica "assistita": afferrate
la sbarra con una mano in presa falsa e afferatevi il dorso della
stessa mano con l'altra. In questo modo sarà come fare una
trazione a due braccia ma con un arto un po' "inibito" e che quindi
aiuta molto meno. Poi passate ad afferarvi il polso, quindi a
metà dell'avambraccio, quindi al bicipite, infine usate un
solo braccio e basta. Anche qui come nei push ups il busto
subirà una torsione per equilibrarsi. Per sicurezza non
eseguite tali trazioni appesi nel vuoto, al minimo bisogno dovete avere
subito l'appoggio pronto. Per cui potete stare su una sbarra bassa,
piegando le gambe oppure posizionandovi sotto un predellino o una
panca. Per serie, esecuzione, tempo di riposo vedi quanto detto per lo
squat.
Che altro dire, può darsi che non diventerete come James
Bond ma sicuramente la vostra forza migliorerà tantissimo e
sarà utilizzabile oltretutto sui tradizionali esercizi
eseguiti con le consuete tecniche di allenamento.
Inoltre, questo tipo di allenamento attiva esclusivamente le fibre
bianche a scossa rapida, che come tutti sanno, ma pochi applicano, sono
quelle maggiormente ipertrofizzabili!!!
sommario
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INTERVISTA A BRIAN JOHNSTON
Quella che segue è una intervista esclusiva al sig. Brian
Johnston rilasciata al sottoscritto (R.Rillo)
Devo dire
che è stata una discreta fatica, poiché il
presidente di IART pur essendo una persona disponibile e professionale,
si concede molto poco ed è estremamente suscettibile. Basta
perciò una parola in più o una frase non chiara
che il nostro amico si irrita immediatamente. La curiosità
impenitente unita al mio inglese alla Toro Seduto, hanno infatti creato
qualche momento di tensione che rischiava di far naufragare il
colloquio. Alla fine però l'intervista è stata
conclusa con successo e ritengo che quanto riportato possa essere di
interesse. Vi ricordo che tutti i libri di Johnston e gli altri editi
da IART possono essere acquistati direttamente visitando il sito
www.iartonline.ca
Buona lettura!
RR. posso
essere
d'accordo con lei su Richard Winett e Clarence Bass, due tecnici e
atleti che stimo molto e che da sempre giustificano scientificamente e
dimostrano in prima persona ogni loro metodo, ma non riesco a
condividere la stessa opinione per quanto riguarda Stuart. Questo
signore partendo da una analisi peraltro già fatta da
Mentzer e Jones, propone poi metodi di allenamento risalenti a J.C.Hise
e agli anni '30, senza dare alcuna spiegazione scientifica
né alcun segno tangibile dei risultati raggiunti da lui
stesso; parla di hard gainers e propone obiettivi da strongmen. Ignora
la scienza dell'esercizio e dell'alimentazione. Insomma a me sembra un
personaggio bluff.
BJ. su Stuart posso solo dire che il suo
allenamento è almeno più razionale di quello che
uno può leggere sulle riviste, così alla fine
comunque aiuta le persone ad andare nella giusta direzione. La sua
filosofia non è ideale per tutti, ma solo per alcuni. Questo
può essere detto di chiunque come lui si ponga in una
posizione di "autorevolezza". Per quanto riguarda le sue tecniche di
allenamento, egli ultimamente ha cambiato opinione. Da quando gli ho
mandato una copia del mio libro "Apex" circa un anno fa, egli ha
cambiato i suoi consigli sulla sua rivista Hard Gainer. Egli ora
promuove metodi diversi di allenamento orientati sull'aumento muscolare
piuttosto che la forza. Facendo questo ha finalmente capito che
c'è una differenza tra allenamento per la forza e
allenamento per la massa. Egli ora propone un po' più di
volume e in particolare una maggiore frequenza con l'introduzione anche
di esercizi di isolamento. Tutto ciò lo ritengo un po'
semplicistico ma c'è comunque del vero nonostante le
inevitabili limitazioni. Tutti possiamo imparare qualcosa e riservarci
il diritto di ristabilire il nostro punto di vista.
RR. ultimamente in Italia è
in voga
l'allenamento stile HIT secondo i dettami di uno dei suoi maggiori
teorici e praticanti, il dr. Ken Leistner. Cosa ne pensa?
BJ. Ken Leistner è un
gentleman che
ha fatto parecchi tentativi per aiutare ed educare la gente riguardo i
metodi razionali di allenamento della forza. E' uno dei pochi
dell'ambiente che mi piace. Ha anche contribuito con un suo capitolo
nel libro edito da IART "maximize your training" dove non potendo
realmente definire cosa è l'HIT ne ha descritto la sua
filosofia. Sebbene ogni concetto possa essere definito dal dizionario,
HIT non può invece esserlo. La ragione è che
questo metodo (se di metodo si tratta) ha differenti significati per
tutte le persone che si considerano HITers. Il punto di partenza
è che tutti i programmi di esercizi sono la stessa cosa.
Tutti sono soggetti agli stessi principi di volume, frequenza,
intensità, sovraccarico, SAID, ecc. Quello che differenzia
il mio programma di allenamento dagli altri è la misurazione
di questi principi. La mia intensità può essere
superiore, inferiore o uguale, volume e frequenza possono essere
differenti così come i miei obiettivi e la mia tolleranza
allo stress. In base al principio di Individualismo (concetto
filosofico) sebbene i programmi siano gli stessi, i risultati sono
differenti da persona a persona e di conseguenza la loro misurazione.
Per queste ragioni non riconosco il termine HIT poiché
letteralmente non ha significato. Nessuno, nemmeno Leistner (dopo quasi
40 anni di lavoro nel settore) può definire il termine HIT.
Nessuno può definire il termine "allenamento di volume".
Sono tutti termini vaghi e nebulosi che significano cose diverse a
seconda delle persone che li usano e andrebbero evitati. Quello che
abbiamo si chiama scienza dell'esercizio basata su principi generali
che interessano tutti, che possono essere misurati e aggiustati alle
singole esigenze, capacità e necessità di ognuno
di noi. Quello che IART promuove è il concetto di
"prescribed exercise" cioè dell'esercizio adatto ad ognuno
di noi e che ognuno di noi senza le catene dell'ignoranza
sarà in grado di scegliere. E' una filosofia di allenamento
aperta che contempla tutte le forme di esercizio indipendentemente
dall'etichetta che gli si vuole dare, HIT, volume, periodizzazione,
etc.
RR. parliamo allora dei suoi libri,
ritiene
che possano essere considerati validi manuali anche per l'autodidatta o
sono solo testi per conseguire i brevetti di istruttore che IART
rilascia?
BJ. i libri che noi vendiamo interessano
vari
aspetti dell'allenamento di resistenza con i pesi. Quello che non va
dimenticato è che chiunque prenda un brevetto di istruttore
è comunque una persona che si allena, che allena prima di
tutto se stesso. Conseguentemente il nodo della questione è
scoprire cosa è ideale per se stessi come praticanti e
analogamente a scoprire cosa è ideale per il cliente come
istruttori. Più della metà delle persone alle
quali vendiamo i nostri libri e rilasciamo i brevetti, non sono
istruttori professionisti. Sono semplicemente persone che vogliono
imparare di più ad usare gli strumenti analitici che noi
presentiamo nei libri. Strumenti analitici che consentono di capire i
bisogni individuali, le abilità, le limitazioni, gli
obiettivi, ecc.
RR. leggendo i suoi libri, in
particolare
"prescribed exercise" e "apex" dopo una accuratissima analisi degli
strumenti estesa su circa 600 pagine complessive, ho comunque
l'impressione che lei non dia alla fine reali soluzioni o fornisca
degli esempi iniziali cui attenersi ad esempio di scheda o di dieta.
Questo perché secondo lei è in contraddizione con
il suo metodo o perché alla fine occorre comunque rivolgersi
a IART per una consulenza personalizzata a pagamento?
BJ. personalmente non fornisco molte
consulenze a pagamento. I libri sono indirizzati a poche importanti
cose. Primo, diamo uno sguardo ai vari problemi inerenti la maggior
parte dei programmi di allenamento e alla moltitudine di fattori che
vanno scoperti per trovare l'esercizio ideale da prescrivere. Secondo,
forniamo gli strumenti che vanno utilizzati per intonare perfettamente
l'allenamento alle esigenze individuali. Fornire schemi o schede
è l'antitesi di questo procedimento che si chiama
Individualismo. Se una persona a questo punto non è in grado
di sapere dove andrà a finire con un dato programma di
allenamento, nessun libro o nessuno altro potrà mai
aiutarlo. Se questa persona non è in grado di sapere cosa
è ideale per lui come può pretendere che glielo
dicano un libro, IART o io stesso?
RR. ho comunque l'impressione che da un
po' di
tempo a questa parte nell'ambiente siano diventati tutti filosofi. Si
scrivono pagine e pagine di filosofia e non ci si spreca a dare una
indicazione seppure di massima su una scheda o sugli esercizi da
eseguire.
BJ. qual è il punto? Non
capisce la
filosofia? Questo è un suo problema!
RR. su "apex" lei spende molte pagine
per
parlare dell'incremento della massa muscolare attraverso l'allenamento,
ma nella sezione dedicata all'alimentazione, non parla di come fare
attraverso essa per ottenere massa muscolare o per mantenere quella
esistente. Parla invece diffusamente del modo per perdere grasso? Non
ritiene tale aspetto una mancanza, dal momento che l'obiettivo
principale di chi si avvicina al bb è quello di aumentare i
muscoli?
BJ. fornisco esattamente tali
indicazioni;
alla fine del ciclo blitz che comporta un sensibile incremento di
volume di allenamento, alimentazione e supplementazione, si ritorna ad
un periodo off-season. Il difficile è aumentare la massa
muscolare non mantenerla. Per quanto riguarda le strategie per la
perdita del grasso, esse sono di gran lunga più importanti
al fine dell'aspetto, di quanto lo siano quelle per aumentare
genericamente di massa. Aggiungere 10 libbre di muscoli e
conseguentemente anche molto grasso non altera l'aspetto complessivo
della persona. Ma se questa persona mantiene la sua massa muscolare
riducendo nel contempo sensibilmente la percentuale di grasso, il suo
aspetto sarà drammaticamente diverso.
RR. come mai nei suoi libri non menziona
la
questione dell'innalzamento naturale del testosterone a seguito dei
grandi esercizi multiarticolari anabolici e dello squat stile rest
pause, così come promuove invece Stuart e la scuola HIT?
BJ. la questione è di nessuna
importanza. Ammesso che ci sia un innalzamento del testosterone, questo
è talmente lieve da non essere sufficiente a produrre
cambiamenti nel fisico. Perfino gli steroidi, se presi in minima
quantità, non sono in grado di alterare il metabolismo e
cambiare significativamente il nostro corpo. Non credo poi ci sia
nessuna prova scientifica condotta da chicchesia che dimostri un
innalzamento del testosterone endogeno superiore con lo squat piuttosto
che col leg press o un altro esercizio. È qui che sta la
grande differenza tra quello che pensiamo o ipotiziamo e quello che
è reale.
RR. perché nei suoi libri non
menziona della miogenesi delle fibre bianche che verrebbero attivate
con idonea tecnica di allenamento, argomento di grande interesse per
alcuni tecnici?
BJ. quale è il punto? O la
miogenesi esiste, e se esiste funziona o non esiste, e se non esiste
è inutile parlarne!
RR. mi sembra di capire che sia lei che
IART
non promuovete particolarmente l'uso dei supplementi, addirittura avete
pubblicato un libro "scandalo" sulle rinomate whey protein.
Perché allora su "apex" lei indica una considerevole
quantità di supplementi?
BJ. su "apex" io appoggio l'uso dei
supplementi solamente durante dei brevi periodi di blitz nel corso dei
quali l'allenamento è particolarmente intenso e occorre
assicurare e assistere le capacità di recupero.
RR. quale è il più
grosso errore dei praticanti di bb che vogliono aumentare la massa
muscolare?
BJ. essi si concentrano troppo
sull'aumento
della forza, credendo che ci sia un aumento automatico nei muscoli col
continuo aumento dei pesi sollevati. Il problema è che se
loro continuano a sollevare pesi negli stessi esercizi, il corpo si
abituerà a questi esercizi producendo un adattamento che non
sarà un aumento della forza ma meramente un aumento
dell'abilità a sollevare pesi. Questo è un
aspetto neurologico basilare che la maggior parte dei paraticanti
sembra ignorare del tutto. Ci sono invece metodi e approcci che possono
ottimizzare sia l'aumento della forza, per finalità di
powerlifting, che l'aumento della massa muscolare per
finalità bb.
RR. quali sono invece le cose
più
importanti da sapere per chi si avvicina al bb?
BJ. strategie e ciclizzazione
dell'allenamento. Per quanto riguarda le strategie è vitale
che si usino metodi che il corpo non è abituato ad usare.
Aumentare la massa muscolare è innaturale e in
contraddizione con l'evoluzione e la sopravvivenza. Occorre
perciò costringere l'organismo forzandolo per indurre un
cambiamento metabolico. La forzatura deve essere così grande
e intensa che l'organismo non può fare altro che crescere.
Il problema però è che questo sforzo non sia
così così grande da uccidere o da non poter
essere sopportato per un idoneo periodo di tempo.
RR. quale è il suo consiglio
per un
giovane praticante che vuole diventare muscoloso?
BJ. la genetica determina quanto grossa
può diventare una persona, così come la
qualità dell'allenamento e dell'alimentazione. Prima di
tutto deve educarsi alla scienza dell'esercizio focalizzando
l'attenzione sui propri schemi di allenamento e su quello che funziona
per lui. Poi deve lasciare gli steroidi come ultima risorsa. Ogni cosa
negativa fatta nella vita, dall'allenarsi troppo all'assumere droghe,
avrà una influenza su quanto a lungo e in salute si
potrà vivere. Questo sembra non importante a 18 anni ma lo
diventa enormemente a 30, 40 o 50 quando tra l'altro la maggior parte
dei giovani praticanti di bb ha già smesso di allenarsi.
Diventare grossi ad ogni costo (assumendo droghe o ingrassando) non
solo è una pratica non salutare ma è anche una
pratica che rende non sessualmente desiderabili. Uomini e donne alla
fine preferiscono di più un corpo magro e atletico che un
corpo grosso.
Infine nella vita c'è di più che sollevare solo i
pesi e quello che potete fare con la vostra genetica, allenandovi e
mangiando con intelligenza vi farà mentenere una prospettiva
di vita mentale e fisica sempre ben bilanciata.
sommario
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INIZIARE
UN ALLENAMENTO
Quando si parla di allenamento le cose si fanno difficili. Con tutti i
metodi, le tecniche di allenamento, i consigli delle riviste, le foto
dei campioni, quello che dice l'istruttore o quello che racconta tizio,
alla fine il praticante risulta così confuso, che o continua
a
provare tabelle su tabelle o nauseato ritorna a fare le solite cose.
Come regolarci allora nella redazione di una tabella? Prima di tutto
occorre conoscere elementi come la condizione fisica del praticante,
eventuali paramorfismi, gli allenamenti che può effettuare
nella
settimana, precedenti esperienze sportive, eccetera, eccetera. Tutti
questi e altri elementi vanno considerati e valutati al fine di
redigere una tabella che possa far esprimere al praticante le sua
capacità, realisticamente. Non si può prescrivere
un alto
grado di intensità, se il praticante non è in
grado di
generarlo. I muscoli scheletrici sono muscoli volontari, reclutare e
attivare le unità motorie richiede prima di tutto la
capacità psichica di farlo. Oggi va di moda l'Heavy Duty e i
suoi derivati, ma come può un solo metodo e per di
più
così radicale, andare bene per tutti! Quando si radicalizza
un
metodo, spesso è solo per renderlo unico e riconoscibile,
distinguendolo da tutti gli altri precedenti. E' un procedimento
"pubblicitario" e non scientifico. Scientificamente invece è
provato che non esistono mai individui assoluti, ognuno possiede un
insieme di abilità e di incapacità che devono
essere
considerate in un allenamento. Come è provato che la
supercompensazione è un complesso meccanismo chimico che non
avviene di colpo dopo un certo lasso di tempo. Allenarsi in maniera
estremamente infrequente ad alta intensità, non consente
alla
maggior parte delle persone di ottenere risultati.
Così come allenarsi
in
maniera estremamente frequente ad alto volume,
non consente alla maggior parte delle persone di ottenere risultati.
Personalmente
ritengo che l'ideale sia allenare la stessa area muscolare circa due
volte a settimana, con intensità e protocollo d'allenamento
diversificati e inseriti in un ciclo. Per far ciò si possono
utilizzare
varie tabelle full body (tutto il corpo), push & pull (spinta e
trazione), split (frazionata), su due, tre o quattro giorni
settimanali. Allenarsi oltre, credo sia una prerogativa di pochi, sotto
vari punti di vista.
La scelta della frequenza dipende da vari
fattori, quali la condizione fisica del praticante, la
capacità di
recupero e il tempo a disposizione.
Fatta eccezione per quelle
poche persone che passano tutto il loro tempo in palestra, la maggior
parte dei praticanti, vorrebbe starci il meno possibile ottenendo il
massimo: ecco anche perché ha tanto successo l'Heavy Duty 2!
Purtroppo
però non sono la maggioranza le persone con idonea struttura
fisica in
grado di beneficiare di pochi esercizi multiarticolari compresi in una
full body da due giorni a settimana. (vedi articolo "sei un tipo GS o
SS"), oltretutto con una tale frequenza risulta anche difficilissimo
calibrare una dieta. E putroppo sono una minoranza anche le persone che
possono sopportare e permettersi un allenamento ad alto volume e
frequenza: ne consegue che la maggior parte di noi dovrà
sempre fare i
conti con un continuo compromesso tra le due possibilità di
allenamento. Dato lo spirito di questo articolo,mi limiterò
ad
illustrare alcune tabelle di massima, dando la suddivisione delle aree
muscolari e una indicazione degli esercizi. Gli esercizi sono quelli
tipicamente associati a una determinata area muscolare, al fine di
rendere chiare a tutti le tabelle. Non posso ovviamente illustrare le
numerose varianti che sarà necessario adottare caso per
caso, in
funzione del fatto ad esempio, che un esercizio sia preferibile ad un
altro per motivi funzionali (leggi l'articolo "il miglior esercizio per
i pettorali") oppure per patologie a carico della colonna vertebrale
(leggi l'articolo "l'importanza della postura"). Per ciò che
riguarda
serie e ripetizioni, mi sono limitato ad indicare dei valori "campione"
che facciano capire in linea di massima la diversificazione del
protocollo d'allenamento. Anche qui il discorso sarebbe troppo lungo
(leggete l'articolo "l'importanza del TUT"). Qualsiasi tabella si
scelga, questa andrà inserita in un ciclo durante il quale
l'intensità
crescerà fino ad arrivare ad un limite stabilito, per poi
ricominciare
da capo ad un livello di intensità più basso.
L'errore comune a molti è
quello di voler rimanere su una data intensità e far durare
il ciclo
più a lungo di quanto si era stabilito. La durata media di
un ciclo
potrebbe essere di otto-dodici settimane, ma potrebbero andare bene
anche sei o sette o meno ancora. L'aumento dell'intensità si
potrebbe
applicare,ad esempio iniziando con 4 serie e finire arrivando a 8
serie, oppure potrebbe iniziare con dello stripping applicato su una
serie e applicarlo via via a tutte le serie.
Ecco dunque alcuni esempi di tabelle:
due giorni a settimana
full
body
- lunedì - gambe, petto, schiena,
addome
- squat, panca piana, trazioni sbarra, crunch
inverso
- 4-8 serie x 4-6 ripetizioni a cedimento, pausa
tra
serie 90-120''
- venerdì - gambe, schiena, spalle,
addome
- stacco da terra, lento avanti, sit ups
- 2-4 serie x 15-20 ripetizioni non a cedimento,
pausa
tra serie 60''
tre giorni a settimana
push
& pull
lunedì
- cosce, polpacci, petto, spalle, tricipiti
- squat, calf machine, panca piana, lento avanti,
nose
crusher
- 3-4 serie x 6-8 ripetizioni a cedimento, pausa
tra
serie 90''
mercoledì
- schiena, femorali, bicipiti, addome
- rematore pulley, leg curl, curl bicipiti, crunch
- 3-4 serie x 6-8 ripetizioni a cedimento, pausa
tra
serie 90''
venerdì
- come lunedì
- 2 serie per 20-25 ripetizioni non a cedimento,
pausa
tra serie 60''
push
& pull incrociata
lunedì
- cosce, polpacci, petto, spalle, bicipiti
- squat, calf machine, panca piana, lento avanti,
curl
bicipiti
- 3-4 serie x 6-8 ripetizioni a cedimento, pausa
tra
serie 90''
mercoledì
- schiena, femorali, tricipiti, addome
- rematore pulley, leg curl, frenc press, crunch
- 3-4 serie x 6-8 ripetizioni a cedimento, pausa
tra
serie 90''
- venerdì - come lunedì
- 2 serie per 20-25 ripetizioni non a cedimento,
pausa
tra serie 60''
full
body + aerobica
lunedì
- gambe, petto, schiena, addome
- squat, panca piana, trazioni sbarra, crunch
inverso
- 5-8 serie x 4-6 ripetizioni a cedimento, pausa
tra
serie 90-120''
mercoledì
- tapis roulant, recumber cycle, stepper ellittico
- 15' a 80% di 220-età, 4' a 80% di
220-età+1' a 90% di 220-età per tre volte, 15' a
70% di 220-età
venerdì
- gambe, schiena, spalle, addome
- stacco da terra, lento avanti, sit ups
- 2-4 serie x 15-20 ripetizioni non a cedimento,
pausa
tra serie 60''
quattro giorni a settimana
Feeder
split + aerobica
lunedì
- aerobica, petto, schiena, spalle
- 30' aerobica al mattino a digiuno a 70% di
220-età
- panca piana, trazioni sbarra, lento avanti
- 4-5 serie x 6-8 ripetizioni a cedimento, pausa
tra
serie 90''
martedì
- aerobica, petto, schiena, spalle
- 30' aerobica al mattino a digiuno a 70% di
220-età
- chest press, rematore pulley, alzate laterali
- 2 serie x 12-15 ripetizioni non a cedimento,
pausa
tra serie 60'
giovedì
- aerobica, gambe, braccia, addome
- 30' aerobica al mattino a digiuno a 70% di
220-età
- leg press, tricipiti pulley, curl manubri, sit
ups
- 4-5 serie x 6-8 ripetizioni a cedimento, pausa
tra
serie 90''
venerdì
- aerobica, gambe, braccia, addome
- 30' aerobica al mattino a digiuno a 70% di
220-età
- affondi, tricipiti pulley, curl manubri, crunch
- 2 serie x 12-15 ripetizioni non a cedimento,
pausa
tra serie 60'
Lo scopo è stato quello di fornire una facile guida di
partenza, il difficile…….. arriverà
dopo.
Buon allenamento!
sommario
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L'IMPORTANZA
DELLA POSTURA
Uno degli aspetti forse più sottovalutati
del body building è la postura generale del soggetto. Ne
parla qualche autore su qualche manuale, ma poi la scheda d'allenamento
è sempre stilata facendo riferimento ad un ipotetico
soggetto dotato di zone corporee petto, schiena, spalle, braccia, gambe
e addominali teoricamente perfette. Tale aspetto invece dovrebbe essere
la prima situazione da analizzare, prima ancora dell'altezza, del peso
o del grasso corporeo.
L'analisi della postura viene completamente ignorata e le zone corporee
si allenano con schede di allenamento che evidenziano tutte le tecniche
esistenti, tutte le combinazioni di esercizi che tengano conto di
spinta e trazione, tutti gli schemi serie/ripetizioni, ma nessuna che
prenda in considerazione l'eventualità che il tizio che la
dovrà eseguire possa avere una postura scorretta, per
esempio a causa di una cifosi.
La postura è l'indicatore della condizione scheletrica in
rapporto ai muscoli del soggetto, non è solo una questione
estetica di bel portamento.
Pertanto una postura scorretta indica sempre un problema di assetto
generale del soggetto.
Un assetto generale problematico ha ripercussioni su tutti i movimenti
che vengono eseguiti e in particolare su quelli ricadenti nell'area
posturale debole. In tal modo un esercizio concepito per lavorare
determinati muscoli, con un assetto sbagliato non li fa lavorare o li
recluta parzialmente e acuisce il disequilibrio dell'assetto generale.
Un esempio? Eccolo: vi siete mai chiesti perché alcuni
soggetti riescono meglio nella flessione alle parallele piuttosto che
nella distensione su panca? Perché quasi sempre tali
soggetti, oltre ad essere magri e leggeri, hanno una postura cifotica
con spalle curve e anteriorizzate. Con una tale postura, normalmente
abbinata anche ad un torace piatto, il gran pettorale non riesce ad
allungarsi completamente e conseguentemente a sviluppare la forza
necessaria; lavorerà a metà arrivando a cedimento
prima del tempo e trasferendo lo sforzo sui tricipiti che essendo
l'anello debole della catena cinetica nella distensione su panca,
cederanno ancora prima. Lo stesso soggetto riuscirà meglio
invece nella flessione alle parallele, poiché in tale
esercizio l'omero lavorando adiacente al tronco, sfrutta comunque la
forza del gran pettorale, reclutando poi soprattutto il piccolo
pettorale.
Per tali soggetti la storia è abbastanza triste, provano la
panca con scarsi risultati, provano il pre-stancaggio con altrettanti
scarsi risultati, passano alle parallele, ma alla fine i pettorali
crescono comunque poco e se lo fanno assomigliano a "tette" Inoltre si
aggrava sempre di più la postura.
Analizzando prima la postura, basterebbe invece eliminare tutti gli
esercizi per i pettorali e le trazioni alla sbarra con presa supina,
concentrarsi su una intensa scheda per la schiena ed in capo ad un
mese, tali soggetti potranno sfoggiare una postura grandemente
migliorata e senza averlo allenato anche una forma complessiva del
torace e dei pettorali migliorata. Certo un mese è
sufficiente per intravedere il risultato, ma perché questo
si consolidi in una postura corretta, occorre almeno un anno. La
postura scorretta non interessa solo i pettorali, coinvolge ad esempio
anche gli addominali e le gambe, ecco perché essa
è così fondamentale nell'allenamento del bb.
Vi siete mai chiesto perché alcuni soggetti pur allenando
gli addominali con tantissimi esercizi e centinaia di ripetizioni,
mostrano un addome sporgente?
Oppure perché altri soggetti pur eseguendo religiosamente lo
squat con una esecuzione corretta, lamentano un affaticamento della
bassa schiena superiore a quello dei quadricipiti?
E perché altri soggetti ancora pur eseguendo curl bilanciere
non riescono a sviluppare grossi bicipiti?
La risposta è quasi sempre la stessa: una postura
scorretta,i un assetto non equilibrato, uno scarico di peso non sui
muscoli target ma sulle strutture vertebrali e scheletriche.
Una postura scorretta vanifica i benefici di esercizi studiati per
coinvolgere i muscoli scheletrici secondo una precisa traiettoria,
traiettoria che risulta alterata con postura scorretta. Inoltre lo
sviluppo muscolare pensato su un soggetto posturalmente equilibrato
assume forme completamente diverse su un soggetto disequilibrato,
acuendo spesso i difetti esistenti.
Vediamo ora nel dettaglio come capire se la nostra postura è
corretta o meno.
L'analisi posturale, che naturalmente andrebbe verificata in
ortostastismo da un ortopedico, può essere seguita con
sufficiente approssimazione con sistema "fai da te".
Andrebbe eseguita in compagnia di qualcuno che dall'esterno possa prima
di tutto essere più obbiettivo di quanto lo sia generalmente
il soggetto stesso e poi possa analizzare efficacemente la visione
laterale e posteriore, di impossibile verifica da soli.
Tale analisi va effettuata attraverso un esame obiettivo ti tipo
visivo, effettuato con un riferimento "graduato" posto dietro il
soggetto. Per riferimento "graduato" è sufficiente una
parete con delle piastrelle o un muro a mattoni, in tal modo
risulterà facilmente rilevabile il disassamento della parte
corporea destra rispetto a quella sinistra. E' anche utile un filo a
piombo per verificare lo spostamento destra/sinistra in caso di
scoliosi.
Ponetevi quindi, nudi e scalzi, in posizione frontale rilassata, con le
braccia lungo i fianchi, palmi verso le cosce, piedi leggermente
divaricati ma paralleli fra loro. Non operate alcuna azione di
contrazione, ritrazione, estensione o altro che modifichi il vostro
assetto; se lo fate ingannerete solo voi stessi.
Analizziamo quindi gli aspetti principali della postura, effettuando un
analisi frontale, una laterale ed una posteriore.
- Analisi frontale:
- altezza delle spalle: se una
spalla
è più alta di un'altra generalmente è
presente scoliosi.
- livello delle mani sulle
cosce: se
le spalle sono asimmetriche anche le mani dovrebbero essere ad altezza
leggermente diversa, ma la differenza può essere celata
dalla differente estensione delle braccia e dei polsi.
- angolo tra le spalle ed il
collo:
se la linea delle spalle con il collo forma un angolo superiore a
90°, le spalle sono dette a "bottiglione" e sono generalmente
abbinate a cifosi e scapole alate.
- livello delle anche: se una
cresta
iliaca è più alta dell'altra, può
essere presente una scoliosi oppure una differente lunghezza degli arti
inferiori.
- linea delle gambe: dritte,
arcuate
o ad x con riferimento al ginocchio e alla articolazione tibio-tarsica.
- Analisi laterale:
- curva della colonna
vertebrale a
livello delle spalle: se la curva fisiologica è
più accentuata è presente cifosi, la cosiddetta
"gobba", generalmente è associata anche a spalle
anteriorizzate (spostamento in avanti).
- posizione delle scapole: se
l'angolo inferiore delle scapole (sono ossa triangolari) è
visibilmente in fuori, sussistono le cosiddette "scapole alate", la
mancata adduzione delle suddette non dipende dalla magrezza del
soggetto.
- curva della colonna
vertebrale a
livello lombare: se la curva fisiologica è più
accentuata generalmente è presente lordosi, con accentuata
retroversione o antiversione.
- Analisi posteriore:
- valgono tutti i punti
dell'analisi
frontale, ma rapportati alla visione posteriore.
- La presenza di scoliosi
è rilevabile posteriormente da una marcata contrazione e
ipertrofia di un lato rispetto all'altro. Prendendo come punto di
appoggio per il filo a piombo il centro della nuca o prominenza della 7
vertebra cervicale e come punto di fuga la piega interglutea,
apparirà evidente lo spostamento della colonna vertebrale da
un lato o dall'altro in presenza di scoliosi.
A questo punto direi che sempre in maniera
sommariamente esaustiva, i principali problemi posturali rilevati
(scoliosi, cifosi, lordosi, scapole alate, spalle anteriorizzate e "a
bottiglione") possono causare problemi nello sviluppo dei pettorali,
dei bicipiti, delle gambe e degli addominali.
E questo potrebbe essere il minore dei mali. Pensate a cosa
può succedere ad un soggetto con scoliosi che esegue un
"pesante" stacco da terra. Il suo "pesante" non sarà mai un
record di sollevamento interessante, lo sviluppo muscolare non
sarà apprezzabile e finirà prima dei quarantanni
con l'ernia al disco!!!
Approfondiamo ora il problema pettorali, già accennato.
Come abbiamo visto il modificato assetto della colonna vertebrale e
delle clavicole provoca il raccorciamento del gran pettorale che si
racchiude in se stesso e risulterà incapace di estendersi e
contrarsi in un raggio di movimento completo, perdendo in tal modo
anche fino al 50% della sua forza.
Se carichiamo su tale assetto un intenso lavoro di panca e di trazioni
alla sbarra con impugnatura supina, aggraveremo la postura scorretta
col solo risultato di accorciare sempre di più il gran
pettorale che assumerà assieme al piccolo pettorale una
forma tondeggiante. Inoltre l'ipertrofia o meglio il raccorciamento del
gran pettorale assieme a quella del gran dorsale contribuirà
sempre di più ad anteriorizzare e abbassare le spalle.
Una strategia corretta per tale problema può essere:
- Limitare al minimo tutti gli
esercizi per i pettorali e deltoide anteriore, eliminare le parallele.
- eliminare le trazioni alla
sbarra
con presa supina sostituendole (se si è in grado) con
trazioni a presa larga, avanti, dietro o sternali, altrimenti al lat
machine.
- inserire un intenso e variato
programma per la schiena che comprenda come esercizi basi
multiarticolari: stacchi (se non presente scoliosi), scrollate,
rematore con bilanciere, tirate al pulley con sbarra presa larga e
prona.
In particolare le tirate al pulley o anche il rematore
devono essere eseguite con un peso molto inferiore a quello solitamente
usato. L'attenzione muscolare va riservata all'adduzione dell scapole e
non al sollevamento tramite le braccia di un grosso carico.
Analizziamo adesso un altro problema tipico legato alla postura, quello
dei bicipiti nell'esercizo classico curl con bilanciere. Se le spalle
cadono in avanti, sono già deboli, se aggiungiamo un peso
esse verrano letteralmente strappate in avanti, diminuendo l'escursione
del bilanciere nel curl, facendo ricadere il centro di
gravità all'interno del busto invece che al di fuori di
esso. La forma complessiva del bicipite apparirà
più voluminosa nella parte alta in corrispondenza del
deltoide. In tale situazione avvertirete inoltre alla fine di una serie
di curl bicipiti con bilanciere, una stanchezza dei trapezi superiore a
quella dei bicipiti, poiché in pratica state facendo quasi
delle scrollate. La soluzione sta, nell'adottare dei semplici
accorgimenti che pongano il bicipite in allungamento e in isolamento.
Ad esempio eseguire il curl con manubri seduti su una panca inclinata a
45° oppure eseguire il curl bilanciere con le spalle appoggiate
al muro. Un'altra situazione tipica da cattiva postura è la
destabilizzazione del bacino. Questo problema crea riflessi negativi su
tutti gli esercizi, ma in parte rilevante sullo squat.
Sui problemi legati all'esecuzione dello squat non si finisce mai di
parlare e una perfetta esecuzione dello squat, che preveda
l'abbassamento del bacino fino al punto in cui la schiena non si
arrotonda, non lascia esenti da infortunio. Infatti tutti pongono
l'attenzione sul fatto che la bassa schiena non si debba arrotondare,
ma nessuno accenna al fatto che la stessa non si debba neanche
inarcare!!! Un soggetto con atteggiamento cifotico e conseguente
lordosi adattiva secondaria o lordotico principale, eseguendo lo squat
inarca "naturalmente" la bassa schiena, apparendo come un perfetto
esecutore di squat.
In realtà l'inarcamento eccessivo oltre a causare pressioni
pericolose sui dischi vertebrali, aggrava la dislocazione del bacino. E
cosa dire, se il soggetto presenta scoliosi? L'inarcamento necessario
per lo "squat sicuro" avverrà ad un caro prezzo: la colonna
vertebrale sotto carico e vincolata al suolo, ruoterà su se
stessa per trovare un suo equilibrio e per ricreare le curve
fisiologiche, così facendo ci si iscrive ai programmi
pensionistici "ernia sicura" e "cartilagini consumate"!
In questo caso una strategia per tale problema potrebbe essere quella
di:
- sostituire lo squat con il leg press o addirittura con il leg
extension.
- dedicarsi ad un intenso lavoro di potenziamento addominale con
particolare attenzione alla retroversione del bacino.
- nei casi più gravi eliminare ogni esercizio dove il peso
del bilanciere gravi sulla colonna vertebrale.
Per concludere scegliete esercizi adatti alle vostre
possibilità fisiche. Ciò vi porterà
più lontano sulla strada dello sviluppo muscolare, di quanto
possiate arrivare volendo eseguire a tutti i costi esercizi ritenuti
fondamentali per lo sviluppo muscolare ma pericolosi per voi.
I problemi posturali fin qui rappresentati servono a creare interesse
su un aspetto troppo spesso trascurato mentre le strategie adottate
utilizzano un approccio da body building che può andare bene
per chi non ha problemi gravi e possiede un buon livello di forza
generale.
In nessun caso quanto scritto in questo articolo intende sostituirsi
alla visita e alla terapia consigliata da uno specialista ortopedico.
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COSA
E' IL BODY BUILDING?
La domanda non è sociologica per capire se il body building
sia una attività per maniaci, omosessuali o narcisisti.
Neanche perché si è scelto di usare il termine
anglosassone body building, che esprimerebbe un positivo senso
pragmatico di "costruzione del corpo" rispetto al termine culturismo
che esprimeva un negativo senso edonistico. La domanda serve solamente
per capire cosa sia con esattezza questa "cosa". Capirlo, ha solo
risvolti pratici: può aiutare nel raggiungere i risultati
sperati e nell'evitare problemi e frustrazioni. Il body building,
nonostante si tenti ormai da decenni di farlo riconoscere dal Comitato
Olimpico, non è una disciplina sportiva. Il body building
attiene al concorso di bellezza: i concorrenti mostrano secondo
determinati canoni estetici, il livello raggiunto nello sviluppare le
masse muscolari con il più basso livello possibile di
grasso. Ciò che si fa per raggiungere tale scopo
è manipolare il proprio fisico attraverso una serie di
stimoli (allenamento, dieta, doping) al fine di indurre cambiamenti che
producano quella forma canonizzata di estetica culturistica che ben
conosciamo. Per ottenere tale forma non si guarda né
all'efficienza fisica (il body builder pro, subito dopo la gara deve
ristabilire i valori naturali, pena gravi conseguenze: ricordate
Benaziza?) , né alla funzionalità (i volumi
muscolari dei body builder limitano i movimenti e non hanno un
proporzionale corrispettivo con la forza) e spesso neanche alla salute
(danni permanenti fisici e psichici connessi all'uso del doping). Ci si
adopera con ogni mezzo lecito ed illecito e spendendo
quantità ingenti di denaro per ottenere un "meraviglioso
equilibrio" tra massima muscolosità e massima definizione.
Il problema è che tale "meraviglioso equilibrio" in
realtà è un "innaturale equilibrio" e pertanto
l'organismo non riconoscendolo valido per le leggi di natura, lo fa
durare poco e continuamente lo riporta ai valori previsti. La natura ha
previsto che l'organismo abbia una certa percentuale di grasso
funzionale (molto superiore a quella del body builder) ed una certa
quantità di massa muscolare funzionale (molto inferiore a
quella del body builder), sempre in equilibrio omeostatico. L'omeostasi
di tutti gli esseri viventi, tende sempre ad immagazzinare una parte di
grasso e ad usare le riserve energetiche più disponibili
(catabolizzare i muscoli) per garantire funzionalità,
sopravvivenza e riproduzione, il tutto con il minore apporto calorico
possibile.
Continuamente infatti il body builder raggiunge dei risultati e poco
dopo, se cessano gli stimoli e le manipolazioni, li perde. Qualunque
essere vivente soggiace a tale regola naturale, anche i grandi campioni
del body building. Il fatto che certi campioni,
siano
ancora in forma a 50 o 60 anni, dipende solo dal fatto che continuano
ad allenarsi, spesso perché è l'unica cosa che
sanno fare e che gli da i mezzi per vivere! Continuamente centinaia di
praticanti si adoperano per raggiungere un certo livello di sviluppo
muscolare. Magari lo raggiungono, ma poco dopo lo perdono e rimangono
delusi. A volte capita che il livello si sia raggiunto per merito
dell'allenamento, oppure della dieta, o del doping o di tutto insieme,
ma alla fine volerlo rendere permanente, perpetua stimoli e
manipolazioni che possono risultare frustranti e dannosi per la salute.
Il body building è una bellissima attività che
può trasformare il vostro fisico. Non comprendere quanto
instabile possa essere tale trasformazione vi porterà ad
eccessi che vi svuoteranno il portafogli e non cambieranno la legge
della natura. Comprendere invece quanto instabile possa essere tale
trasformazione, vi aiuterà ad allenarvi e alimentarvi con
competenza ottenendo progressi REALISTICI.
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IL
MIGLIORE ESERCIZIO PER I PETTORALI.
Il mondo del body building da attività empirica e tramandata
oralmente, è oggi diventato una specie di vetrina tra
"titolati illustri" (istruttori pluridiplomati, dottori in scienze
motorie, medici a varia specializzazione) dove esibire la trattazione
più accademica possibile, per parlare invece di
problematiche che con poca, ma giusta conoscenza, potrebbero essere
spiegate efficacemente a tutti. Inoltre alle premesse enunciate spesso
non segue una coerente applicazione pratica. L'esempio per eccellenza
di questa metodica accademica è lo sviluppo dei muscoli
pettorali. Si parte criticando il metodo weider (ormai capro espiatorio
del body building!) che prevedeva per l'allenamento del petto
addirittura quattro esercizi: panca piana, inclinata, declinata e croci
ai cavi. Poi si analizza la struttura anatomica del muscolo e la sua
funzionalità. Infine arrivano le rivoluzionarie applicazioni
pratiche: schede costituite da croci e distensioni su panca piana e
inclinata, più parallele (totale cinque esercizi!) o panca
piana con impugnatura larga e panca inclinata con impugnatura stretta,
oppure una panca non piana e non inclinata, ma leggermente rialzata!
Vediamo allora di fare il punto della situazione.
I muscoli pettorali sono costituiti dal gran pettorale e dal piccolo
pettorale. Il primo, più voluminoso ed esteso, è
costituito da tre fasci che si originano dallo sterno, dalla clavicola
e dalla guaina del retto addominale. Tutte e tre confluiscono in un
unico tendine che si attacca all'omero. Il piccolo pettorale invece si
trova nascosto sotto il gran pettorale si origina dalla parete
anteriore del torace e si inserisce nella scapola. Questa l'anatomia,
ora vediamo la funzionalità. La funzione principale del gran
pettorale è quella di addurre medialmente l'omero al busto,
mentre il piccolo pettorale entra in azione con l'omero vicino al
tronco facendo abbassare le spalla. E adesso la pratica: se quanto
sopra è vero, quale potrà mai essere il modo
migliore per far lavorare questi pettorali?
Non facendo distensioni su panca piana! Suona come una bestemmia, ma
è così.
Nella distensione su panca, l'omero compie una parziale adduzione,
quindi il pettorale lavora per meno della metà del suo ROM
(range of motion) e il piccolo pettorale, a meno di non avvicinare i
gomiti al busto, lavora pochissimo. Se cambiamo impugnatura sul
bilanciere, presa larga o stretta, può aumentare lo
stiramento nel primo caso e la contrazione finale nel secondo, ma il
ROM dell'omero, rimane parziale. Indipendentemente dal risultato di
qualsiasi elettromiografia, che misura solo il picco elettrico dello
stimolo, ma non la quantità di lavoro, con un ROM ridotto,
la quantità di lavoro sarà sempre poca. Se poi
chi esegue le distensioni su panca piana, ha le spalle anteriorizzate o
il torace piatto, il ROM diminuisce ulteriormente. Quando i body
builders del passato, eseguivano diverse serie di panca piana con
diverse impugnature, da larghissima a strettissima, empiricamente
cercavano di fare qualcosa di giusto: coinvolgere l'adduzione
dell'omero sul busto sommando più range parziali possibili!!
Parliamo allora delle croci con manubri. Questo esercizio teoricamente
appare risolutivo rispetto alla panca, ma in pratica anch'esso ha i
suoi limiti. Il ROM è ampio, l'omero compie l'adduzione
completa sul busto, ma il carico viene esercitato per poco meno di tre
quarti dell'intero movimento. I manubri infatti man mano che si alzano
"diminuiscono di peso" per scaricarsi del tutto sulle articolazioni una
volta raggiunta la perpendicolare col terreno. Si può
ovviare a ciò eseguendo le croci ai cavi. In effetti questa
variante pone sotto sforzo i pettorali, per tutto l'arco del movimento,
compresa la contrazione finale, che manca del tutto nella panca e nelle
croci con manubri. Il problema però sta nel fatto, che a
causa della leva svantaggiosa, si creano dei punti di debolezza (polso,
gomito) che riducono il carico utilizzabile.
E ora dopo questa doverosa premessa, vi illustrerò il
miglior esercizio per i pettorali: lo trovate alla sezione callisthenic
di questo sito!
Cosa!!?? Alla fine un semplice esercizio a corpo libero? Niente
bilanciere, panche, cavi? Vi avevo detto che le cose possono essere
semplici ed efficaci, ed eccovi serviti.
Il callisthenic di cui parlo è il push up ad un braccio su
un rialzo.
n questo esercizio il pettorale viene:
- lavorato
nel suo range anatomico completo;
- con una
tensione di carico costante su tutto l'arco del movimento;
- eliminando
le problematiche legate a spalle anteriorizzate o torace
piatto;
- con un
movimento esplosivo nella fase positiva (altrimenti ci si
solleva con difficoltà);
- utilizzo
del riflesso miotattico;
- sfruttando
un arto per volta (migliore attivazione dei recettori
muscolari con contrazione più profonda);
- con un
movimento rallentato nella fase negativa (altrimenti ci si
"spiaccica" al suolo);
- con un
carico pesante (il vostro peso corporeo);
- con un carico ancora più pesante
(aumentando l'altezza del
rialzo);
- con un carico incredibilmente pesante (ponendo
i
piedi anch'essi su
un rialzo);
Questo è tutto: anatomia,
funzionalità-biomeccanica e pratica. Il resto è
lavoro per gli audaci, buon allenamento!
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SEI
UN TIPO "GS" O UN TIPO "SS"?
Prima di rispondermi direte voi, dovremmo sapere che significa GS e SS.
Giusto, ecco quindi la spiegazione.
GS sta per Generic Strenght mentre SS sta per Specific Strenght, ovvero
rispettivamente Forza Generica e Forza Specifica. Questi due tipologie
non vengono comunemente trattate, si parla sempre di ectomorfo,
mesomorfo, di fibre bianche o fibre rosse, di metabolismo veloce o
lento ma mai di questo importante concetto. Eppure esso ha un
importante risvolto pratico nell'allenamento.
Un soggetto GS ha la capacità di generare forza attraverso
un ottimale reclutamento di unità motorie su un dato
esercizio e di trasferire il lavoro fatto su esercizi simili che
interessano muscoli analoghi. Questo dipende anche dal fatto che egli
non ha necessariamente bisogno di lavorare su un ROM (range of motion)
completo. Mi spiego meglio: questo soggetto si allena per un mese solo
con le trazioni alla sbarra migliorando il proprio record personale.
Alla fine del mese lo stesso soggetto avrà migliorato anche
il proprio record personale ad esempio al rematore con bilanciere e al
curl bicipiti. Il soggetto SS invece ha la capacità di
reclutare unità motorie e creare adattamento solo su
specifica domanda. Ritornando all'esempio del mese di allenamento solo
con le trazioni alla sbarra, egli migliorerà il proprio
record personale, ma non sarà in grado di trasferire tale
miglioramento anche su esercizi come il rematore o il curl bicipiti.
Ognuno di noi può essere sia GS che SS, ma avrà
comunque una predominanza più marcata per l'una o per
l'altra tipologia. I tipi GS sono una minoranza, sono geneticamente
più dotati e sono anche quelli che si distinguono nei vari
sports. (come al solito….)
Comunque il risvolto pratico è chiaro: se ad esempio
migliorate alla panca solo allenandola direttamente, mentre eseguendo
per qualche allenamento solo croci e french press, il vostro massimale
diminuisce, allora siete un tipo SS. L'esercitarsi continuamente su
quel dato movimento provoca più che altro un adattamento di
tipo esecutivo-abitudinario. È come fare un lavoro pesante,
la prima settimana si è rovinati, poi l'organismo si adatta.
Se poi il vostro obbiettivo è cercare di sviluppare grossi
pettorali, state sprecando tempo prezioso, anche perché la
panca piana non è da un punto di vista biomeccanico il
miglior esercizio per i pettorali (vedi articolo "il miglior esercizio
per i pettorali"). Questo vuol dire anche, che se state seguendo un
allenamento per hard gainer, cioè i grandi esercizi
fondamentali-multiarticolari panca, squat, stacco, con l'obbiettivo di
trasformarvi in individui forti e muscolosi, state ancora sprecando
tempo prezioso. Per la vostra tipologia è più
indicato un lavoro specifico muscolo per muscolo. Chiarisco per i
seguaci dell'Heavy Duty, che questo non vuol dire eseguire decine di
movimenti di isolamento per decine di serie. Vuol dire solamente
eseguire l'esercizio migliore per quel muscolo, con riferimento al ROM,
per le serie a voi necessarie per coinvolgerlo. Questo comporta
automaticamente complicare un po' la faccenda, perché
bisogna conoscere e scegliere più esercizi, risolvere
problemi con la frequenza, il volume, l'intensità, ecc. ma
è quello di cui avete bisogno.
D'altronde se la vostra tipologia fisica è hard gainer,
cioè difficile a crescere, pensate che possa realisticamente
svilupparsi con la soluzione più facile?
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BICIPITI
GROSSI SENZA FARE CURL
Ci sono centinaia di articoli su tutte le riviste di body
building dedicati a come aumentare la dimensione delle
braccia. Personalmente quando vedo un articolo che propone un programma
per aumentare le braccia composto da infinite combinazioni di curl
bilanciere e manubri, per infinite combinazioni di serie e
ripetizioni, giro pagina e vado avanti!
Forse il maggior problema delle riviste di BB è quello di
estrapolare dagli allenamenti e dalle alimentazioni seguite dai vari
campioni, il fatto che questi assumano steroidi. Non è
moralismo…gli steroidi funzionano e ognuno è
libero di usarli se lo ritiene opportuno. Quello che voglio
dire è solamente che c’è una enorme
differenza di metodo. Ciò che funziona con gli steroidi non
funziona allo stesso modo senza. L’organismo lavora per
catene muscolari rispettando un principio che è in sintesi
la salvaguardia della sopravvivenza. Ora poniamo per ipotesi che un
individuo abbia sviluppato un braccio in grado di sollevare una
automobile. Lo pensate possibile?
Pensate che l’organismo che si è evoluto per la
sopravvivenza della specie in millenni di lenti processi
biologici consenta uno sviluppo così rovinosamente
disarmonico?
Già perché il braccio può sollevare
l’automobile, ma la schiena, le gambe, le spalle non sono in
grado di sorreggere il peso e verrebbero strappate e lese in
maniera gravissima.
È chiaro il concetto? Non esiste l’uomo bionico!
Se potete sollevare una automobile avete schiena, gambe, spalle,
braccia e mani in grado di sopportare tale sforzo, non una singola
unità. Ora sapete anche perché moltissimi
campioni, e non solo di BB, si lacerano così spesso muscoli
e tendini….
Se volete braccia grosse dovete diventare forti su tutta la catena
muscolare interessata. Quindi se continuate da mesi a cercare di
aumentare il peso sul bilanciere del curl bicipiti e non ci riuscite,
ora sapete perché.
Dovete dedicarvi al potenziamento dei grossi muscoli sinergici quali il
trapezio il sottoscapolare, il romboide il pettorale e il deltoide
oltre che ai muscoli della postura che tengono in assetto tutto il
corpo.
Gli esercizi migliori per questo scopo sono lo stacco da terra, il
clean & press, lo squat overhead, nelle varianti con
bilanciere e manubri. Eccovi un esempio su scheda AB:
A)
- Squat overhead
- Panca piana con manubri e power hooks
- Clean & press
- Sollevamenti gambe appesi alla sbarra
B)
- Stacco da terra
- Lento manubri su swiss ball
- Trazioni alla sbarra
- Addominali con abs roll
Serie 5-8
- Ripetizioni 5
- Carico 85% 1RM
- Esecuzione esplosiva
- Riposo tra serie 2’
Dedicatevi con impegno per almeno 4 settimane a questi esercizi,
migliorando decisamente il vostro massimale su almeno due
esercizi. A questo punto eseguite il vostro curl bilanciere bicipiti:
rimarrete sbalorditi da quanta forza avrete guadagnato!!! Ciclizzate
ritornando alla vostra solita scheda e vedrete le vostre braccia
finalmente crescere.